Compersione
Diciamoci la verità, la parola è brutta e ha tutto il sapore delle parole inventate a tavolino.
Ma ha anche il sapore di un’epoca, gli anni 60 e 70, che provarono a riscrivere la grammatica dei sentimenti e delle relazioni.
Soprattutto descrive qualcosa che esiste ma non aveva nome e ancora non ha posto nel dizionario italiano: il contrario della gelosia.
Chi l’ha inventata nelle comunità hippie californiane voleva indicare la sensazione di soddisfazione e felicità che si prova nel vedere il proprio partner appagato in un’esperienza intima con un’altra persona.
Nella nostre relazione la compersione va oltre questo e la ritroviamo in altri momenti. Nel dividere fino all’ultimo pezzo possibile un ultimo boccone di focaccia, nel far finta di non aver voglia di bere per lasciare l’ultimo sorso di birra all’altro, nel gioire del successo dell’altro.
L’esperienza di una coppia non è solo erotica e sentimentale, si sa. E il sesso non può non avere a che fare con gli altri aspetti della vita.
Uno studio pubblicato nel 2019 su Archives of Sexual Behavior, ha provato a capire la compersione nei suoi aspetti psicologici. Il professor Mogilski e suoi colleghi hanno identificato tre elementi: la tendenza a provare emozioni positive in generale, fiducia nella relazione e la percezione che l’esperienza del partner sia genuinamente soddisfacente.
Può valere solo a letto?
Francesqa invita Carlo a fare le sue esperienze trav anche da solo. Lui la trova una cosa eccitante, ma non lo farebbe mai. Come mai andrebbe su Tinder come le ha suggerito lei per fare il maschio alfa con qualche ragazza. Ma lei gliel’ha detto perché tiene alla felicità emotiva di Karlo più che agli orgasmi.
Non è gelosa? Ancora non si è fatta passare un bacio che lui ha dato più di due anni fa a una sua ex. La gelosia può esistere a prescindere anche se si prova compersione, ma nel nostro caso più che con l’esclusività e il possesso ha a che fare con la trasperenza.
“Mandiamo una foto all’avvocato dopo, dicendogli che non vedo l’ora di settembre e di incontrarlo?” . Detto da lei mentre facevano l’amore. Karlo non ne è stato geloso? Certo che sì, ma felice allo stesso tempo per la trasparenza di lei e la loro libertà.
Compersione appunto.
Che suona male, ma sempre meno di egoismo e potere. Parole vecchie quanto il mondo e scritte in ogni dizionario e purtroppo in ogni mente.